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Le intelligenze artificiali arrivano su WhatsApp con Copilot
Dopo anni di sviluppo e di costante crescita, la tecnologia alla base dell’intelligenza artificiale ha raggiunto traguardi davvero importanti. Non è azzardato pensare che possa cambiare la nostra vita, perché l’IA da anni si sta avvicinando al grado di sviluppo adatto ad entrare nella vita della gente comune.
Nonostante tutto, nessuno si sarebbe aspettato un simile impatto. Dopo il lancio del primo chatbot basato su intelligenza artificiale, ovvero ChatGPT, che ha già mostrato alcune potenzialità delle IA, ora Mark Zuckerberg ha deciso di introdurre anche per l’app di messaggistica WhatsApp questo sistema.
Si chiamerà Copilot, e, come negli altri casi, si tratta di un assistente personale basato su IA in grado di fornire assistenza e aiuto per ogni tipo di richiesta. Installarlo è facile, basta andare sulla pagina di Microsoft e scansionare il QR code con la fotocamera del telefono. Con Copilot gli utenti di Whatsapp avranno un amico in più nei loro contatti a cui chiedere consigli per film, serate o per conoscere il meteo!
Cos’è un ChatBot come Copilot?
Per capire bene come l’intelligenza artificiale impatterà sull’app di Whatsapp, basta conoscere il funzionamento generale di un ChatBot. Si tratta di uno strumento utilizzato da moltissimi siti, come ad esempio quelli di casino online, per fornire assistenza al cliente che sta cercando una specifica informazione.
Nonostante tutto, nessuno si sarebbe aspettato un simile impatto. Dopo il lancio del primo chatbot basato su intelligenza artificiale, ovvero ChatGPT, che ha già mostrato alcune potenzialità delle IA, ora Mark Zuckerberg ha deciso di introdurre anche per l’app di messaggistica WhatsApp questo sistema.
Si chiamerà Copilot, e, come negli altri casi, si tratta di un assistente personale basato su IA in grado di fornire assistenza e aiuto per ogni tipo di richiesta. Installarlo è facile, basta andare sulla pagina di Microsoft e scansionare il QR code con la fotocamera del telefono. Con Copilot gli utenti di Whatsapp avranno un amico in più nei loro contatti a cui chiedere consigli per film, serate o per conoscere il meteo!
Cos’è un ChatBot come Copilot?
Per capire bene come l’intelligenza artificiale impatterà sull’app di Whatsapp, basta conoscere il funzionamento generale di un ChatBot. Si tratta di uno strumento utilizzato da moltissimi siti, come ad esempio quelli di casino online, per fornire assistenza al cliente che sta cercando una specifica informazione.
Essi non sono altro che assistenti virtuali addestrati a comunicare via chat, a cui è possibile porre domande e consigli. Nel caso di WhatsApp, l’assistente virtuale Copilot apparirà tra una conversazione e l’altra, come fosse un amico. Imparare ad utilizzarlo è davvero molto intuitivo e sarà come avere un motore di ricerca come Google nella lista contatti.
Il passato dell’intelligenza artificiale
Nonostante la vita di questa tecnologia non sia molto lunga, si potrebbe già scrivere una microstoria dell’intelligenza artificiale, ripercorrendo alcune tappe fondamentali e traguardi impensabili. Il punto di inizio di questa storia sarebbe la Conferenza di Dartmouth nel 1956, dove fu coniato il termine “intelligenza artificiale” dall'informatico statunitense John McCarthy.
Fu l’evento che diede inizio a tutto, dove i migliori scienziati del tempo, tra cui anche Alan Turing, discussero della possibilità di costruire macchine che fossero in grado di simulare l’apprendimento umano. Il secondo momento, invece, potrebbe essere il 1997, anno in cui un computer vinse contro un umano a scacchi. Si chiamava Deep Blue, era un’intelligenza artificiale e batteva il campione del mondo Garry Kasparov.
Fu un evento epocale, dal momento che per la prima volta tutti videro quanto potenziale ci fosse in quella tecnologia. Infine, la terza fase della storia dell’IA potrebbe essere il decennio scorso, ovvero il periodo del Deep Learning da parte delle intelligenze artificiali.
Il Deep Learning
Tra il 2010 e il 2020, l’intelligenza artificiale ha incrementato le sue capacità con una tecnologia ispirata al cervello umano chiamata Deep Learning, che consiste in una rete neurale con milioni di neuroni interconnessi che collaborano per elaborare le informazioni e imparare.
Finora quello che abbiamo potuto vedere in merito alle intelligenze artificiali è probabilmente solo la punta di un iceberg. Le prospettive di utilizzo che si possono solo pensare per una tecnologia del genere sono davvero innumerevoli ed infatti non a caso è uno dei settori verso cui si stanno facendo i più grandi investimenti.
Il passato dell’intelligenza artificiale
Nonostante la vita di questa tecnologia non sia molto lunga, si potrebbe già scrivere una microstoria dell’intelligenza artificiale, ripercorrendo alcune tappe fondamentali e traguardi impensabili. Il punto di inizio di questa storia sarebbe la Conferenza di Dartmouth nel 1956, dove fu coniato il termine “intelligenza artificiale” dall'informatico statunitense John McCarthy.
Fu l’evento che diede inizio a tutto, dove i migliori scienziati del tempo, tra cui anche Alan Turing, discussero della possibilità di costruire macchine che fossero in grado di simulare l’apprendimento umano. Il secondo momento, invece, potrebbe essere il 1997, anno in cui un computer vinse contro un umano a scacchi. Si chiamava Deep Blue, era un’intelligenza artificiale e batteva il campione del mondo Garry Kasparov.
Fu un evento epocale, dal momento che per la prima volta tutti videro quanto potenziale ci fosse in quella tecnologia. Infine, la terza fase della storia dell’IA potrebbe essere il decennio scorso, ovvero il periodo del Deep Learning da parte delle intelligenze artificiali.
Il Deep Learning
Tra il 2010 e il 2020, l’intelligenza artificiale ha incrementato le sue capacità con una tecnologia ispirata al cervello umano chiamata Deep Learning, che consiste in una rete neurale con milioni di neuroni interconnessi che collaborano per elaborare le informazioni e imparare.
Finora quello che abbiamo potuto vedere in merito alle intelligenze artificiali è probabilmente solo la punta di un iceberg. Le prospettive di utilizzo che si possono solo pensare per una tecnologia del genere sono davvero innumerevoli ed infatti non a caso è uno dei settori verso cui si stanno facendo i più grandi investimenti.
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